Un blog di sogni, commenti, suggerimenti sui viaggi fatti e sognati.

Eccomi

Utente: sangiopanza
Nome: Giorgio
Acquisito tempo libero con il mio pensionamento, mi sono dedicato molto a navigare nella rete, fermandomi sui siti di viaggi.E di viaggi voglio parlare qui.Mi piace leggere le esperienze altrui, oltre che raccontare le mie. Sposato con una bella calabrese,che ama come me viaggiare, insegnante che si dedica molto a sue creazioni fantasiose, ed alla scrittura di prosa e poesie, anche lei appena creatrice di blog. Due figlie, due cagne ed un gatto. Free Web Counter
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lunedì, 22 maggio 2006
Foto e Turismo

Chi di voi, andando a fare un viaggio, non si è portato la propria macchina fotografica, ottica o digitale, più o meno sofisticata, o magari ha comprato una "usa e getta" all'ultimo momento, per riportarsi a casa il ricordo di qualche luogo visto durante il viaggio, di qualche monumento che vorrete rivedere, magari assieme agli amici, o qualche momento paricolare vissuto durante le vostre vacanze? Alla peggio oggi ci sono i cellulari che consentono foto di emergenza. Ed è di questo che vorrei parlarvi oggi, dopo tanto tempo che non scrivevo su questo blog. L'occasione scaturisce dal fatto che da qualche mese ho cominciato a frequentare un sito di fotografie:
www.flickr.com
dove si postano le proprie foto, scansionate o scaricate direttamente dalla propria digitale.
Per cui vorrei innanzitutto fare delle considerazioni sulle varie foto che vi si trovano. Foto che ormai sono milioni e che rappresentano un po' tutto l'universo del modo di concepire la fotografia.
Con una premessa, a scanso di equivoci: chiunque metta le proprie foto in rete, lo fa per soddisfazione personale, affinchè qualcun altro le guardi, magari le ammiri e, possibilmente, le commenti. Per cui in tutti, me compreso, c'è una certa dose di narcisismo. Detto questo, vediamo di individuare le caratteristiche, almeno in parte, di chi posta foto. Fermo restando che spesso le caratteristiche si intrecciano in una stessa persona. E questo prima di arrivare allo specifico tema del rapporto tra le foto ed il turismo.
C'è, innanzitutto, chi usa il sito come un album fotografico personale: posta le foto del figlio alla festa del primo compleanno, o una riunione con gli amici, o il matrimonio della sorella. Ma non si limita a pubblicarne solo alcune, le meglio riuscite. Le butta dentro tutte, a decine, in tutte le pose e in tutti i particolari. A stento le vedranno parenti ed amici, e se lo faranno non lo rifaranno certo una seconda volta. Occupano spazio esclusivamente per se stessi, senza tenere in considerazione che se il loro scopo è di farle vedere, tramite web, ad amici e parenti lontani, o ci sono le mail, oppure si può riservare la visione esclusivamente a loro, scegliendoli.
Quindi ci sono quelli che io chiamo i narcisisti puri: prendono soggetti i più perfetti possibile, spesso monotematici ( il fiore, degli uccelli, una fetta del paesaggio intorno a casa, ecc,) curandone nei minimi particolari l'inquadratura, la luce, il colore. Foto tecnicamente perfette ed ammirevoli. Personalmente però le trovo fredde. Io, nelle foto, cerco l'emozione, e poco importa se è una foto magari sottoesposta, ma mi sa cogliere un momento, un ambiente, qualcosa di particolare.
Poi ci sono i "pittori mancati". Tra i fotografi ce ne sono sempre stati, ma ora con le possibilità offerte da Photoshop si sono moltiplicati. Sono quelli che usano questo programma, non soltanto per correggere eventuali difetti, ma per ricreare la foto. Ma non è più la loro foto. cercano di farne un quadro, magari riuscendoci. Ma, appunto, non è più neanche una foto. E non può essere un quadro. Ritengo che costoro siano degli aspiranti pittori che però purtroppo non sono in grado di usare colori e pennelli, e si rifanno con le foto. E sono così capaci di rovinare anche quelle belle.
Poi, e per fortuna sono la maggioranza, quelli che fanno delle belle foto e che sono anche in grado di trasmettere emozioni.
Io è questo che cerco di fare, quando vado in giro con la mia macchina, rigorosamente ottica, riprendo soggetti ( e non mi importa di che tipo) che mi trasmettano delle emozioni e che, quando le riguarderò, siano in grado di farmele rivivere.
Così arriviamo alle foto di viaggio. Luoghi o persone, monumenti o paesaggi, come situazioni ed eventi sono tutti fotografabili. Ma anche qui c'è differenza tra, non dico i fotografi, ma gli stili di fotografie.
C'è chi si limita ad "immortalare" i luoghi più famosi, che peraltro non avrebbero nessuna necessità di essere immortalati: l'hanno già fatto milioni di altre persone prima. Ma vuoi mettere se fatta da te, quella foto di S.Pietro a Roma o di Piazza S. Marco a Venezia? Giustissimo: ma se decidete di pubblicarle su internet, cercate di metterne qualcuna con un'inquadratura un po' diversa dalle solite. Altrimenti ne abbiamo già viste a migliaia sulle cartoline o sui libri. E le vostre saranno solo pletoriche.
Poi ci sono quelle di luoghi poco conosciuti, di scorci raramente immortalati. E queste, secondo me, svolgono una funzione importantissima nello sviluppo del turismo. Infatti vedere questi posti, di cui magari si ignora l'esistenza, o  di cui forse si è già sentito parlare, ma non si è mai avuto l'occasione di vedere, può invogliare qualcuno a visitarli e ad accrescere la conoscenza di mete poco frequentate. contribuendo così all'arricchimento di comunità parzialmente trascurate dal turismo, ed anche ad alleggerire, anche se molto parzialmente, il peso delle masse turistiche nelle località più note e frequentate.
Quindi la foto è un eccellente strumento di soddisfazione personale, di conoscenza e di promozione turistica, purchè usata correttamente.
E scusatemi la conclusione un po' didascalica. :)))

Postato da: sangiopanza a maggio 22, 2006 10:55 | link | commenti (17)
viaggi, foto, internet, fotografia, turismo

venerdì, 17 marzo 2006
Materie prime.

E' noto che le uniche materie prime di cui è ricca l'Italia sono le ricchezze culturali. Possediamo pù del 40% delle risorse mondiali. Che però hanno il difetto ( vantaggio) di non essere esportabili. D'altro canto la nostra situazione economica è tale per cui  è d'obbligo  imparare a sfruttarle al meglio, in modo che, se non possiamo esportarle noi, dobbiamo importare i consumatori.  Eravamo un paese che, fino a qualche anno fa, andava in automatico: i visitatori venivano da noi spontaneamente, quando il turismo non era un fenomeno di massa come oggi. Ed è noto che i consumi di massa hanno bisogno da un lato di pubblicità, dall'altro della qualità dell'offerta. Oggi siamo stati superati da Francia, Spagna, USA e Cina. E la Gran Bretagna ci è molto vicina. Paesi interessantissimi, per carità, ma non certo ricchi di risorse come le nostre, concentrate in così poco spazio.
Le cause di questa decadenza, che si unisce a quella del resto della nostra industria, sono molteplici, e non è semplice elencarle ed esaminarle tutte, nè a tutte, una volta individuate, porvi rimedio. Ma, mentre negli altri settori la concorrenza è difficilmente superabile perchè i fattori che vi incidono non sono tutti affrontabili, in breve tempo almeno, nel campo del turismo, le soluzioni possono essere adottate rapidamente ed a costi neanche troppo elevati, senza neppure richiedere grandi agevolazioni da parte dello Stato.
Allora, le cause. I costi, prima di tutto. Negli ultimi anni i costi dei pernottamenti e dei pasti sono lievitati notevolmente. In modo particolare i secondi. Ormai un pasto in Italia non costa molto meno di quanto costi un pasto in Francia, sempre famosa per i prezzi adeguati alla qualità della cucina francese. Qualità che per altro non credo sia molto differente da quella italiana. Ma anche qui si può dire che la pubblicità è l'anima del commercio. Ed i pernottamenti, raggiungono dei costi assurdi. Tanto per fare un confronto, l'estate scorsa, in pieno luglio, si poteva dormire in due, in un quattro stelle, a Cordoba (Spagna), con vista sulla Mezquita per 50 Euro. Difficile trovare in Italia un qualunque due stelle periferico in un paese di provincia che faccia pagare meno di 60 euro. fatte salve le debite eccezioni. Pertanto, anche se non condivido, capisco chi va a trascorrere una settimana in pieno agosto a Sharm el Sheik, invece che in una qualsiasi bella spiaggia italiana ( e ce ne sono tante) solo per stendersi al sole. Non spende sicuramente di più, nonostante il volo.
Allora, quale può essere la soluzione? Per esempio abbassare l'IVA sui servizi turistici, dal 20% al 7%, come in Spagna. Naturalmente vigilando che questa differenza non sia un ulteriore sistema di arricchimento degli operatori turistici, ma vada effettivamente a beneficio del viaggiatore.
Poi una cosa che, specie in questi ultimi anni, manca, è la promozione all'estero. Far conoscere le nostre bellezze sui mercati in espansione è fondamentale. E qui, visto che lo Stato è latitante, per mancanza di risorse economiche e di volontà politica, non sarebbe molto difficile creare dei Consorzi tra tutti gli interessati dei territori che, finanziando le iniziative propagandistiche, ne trarrebbero in seguito vantaggio economico dai turisti che riuscirebbero ad attirare.
E tali Consorzi dovrebbero poi trovare il sistema per differenziare l'offerta. Purtroppo molti dei turisti che vengono in Italia sono del genere " 7 città in 5 giorni". E questi torneranno in patria con tante belle cose negli occhi e sulle pellicole fotografiche, ma con una gran confusione in testa, e con una conoscenza del nostro territorio del tutto superficiale. E' chiaro che questa categoria è ineliminabile. Ma si può fare molto per ridurne l'incidenza. Anche per evitare il sovraffollamento delle principali mete turistiche, con calo della fruibilità e peggioramento dei servizi, specie nei periodi di alta stagione.
Allora le soluzioni: promuovere nei paesi esteri innanzitutto il turismo fuori stagione, per tutti coloro che possono scegliere il periodo delle proprie vacanze. Mete che consentano di muoversi anche in pieno inverno in Italia ce ne sono a bizzeffe.
E poi studiare itinerari che consentano di visitare su un territorio non troppo esteso le centinaia di cittadine, paesi e borghi di cui il nostro paese è pieno. Con relative offerte artistiche o naturali.
Perchè, invece delle 7 città in 5 giorni, non promuovere "due città e 6-7 borghi"? Ognuno, conoscendo la propria zona, penso sarebbe in grado di darne parecchi di suggerimenti.
Mentre sto scrivendo me ne vengono in mente parecchie di possibili soluzioni.
Una può essere la seguente, tanto per dare un'idea, visto che a Vicenza ci abito e che già ho avuto occasione di dire che, per quello che offre, è una città poco sviluppata dal punto di vista turistico.
Allora, potrebbe promozionare un soggiorno di più giorni qui, da dove partire per le altre mete del Veneto, sia per le città principali , che per i centri minori. Ad esempio, tra questi, facilmente raggiungibile, ci sarebbe Asolo, interessantissimo centro del trevigiano che dista una cinquantina di chilometri da Vicenza, che è frequantato solo da selezionato turismo colto ed informato.
Ed ancora più vicino a Vicenza c'é Costozza, borgo piccolissimo e totalmente sconosciuto al turista, ma che meriterebbe una fama un po' più ampia.
Basterebbe un minimo di risorse economiche con qualcuno, che non dubito manchi, con un po' di idee e competenza e l'Italia potrebbe riportarsi entro i primi tre posti della classifica dei paesi visitati e riportare della ricchezza che ci meritiamo.
Concludo qui, ma l'argomento può, e dovrebbe, esser ampliato, perchè gli spunti e le idee non mancano. E soprattutto spero mi vengano da voi, che mi leggete e che spero allargherete l'argomento.

Postato da: sangiopanza a marzo 17, 2006 09:27 | link | commenti (5)
turismo, politica del turismo

giovedì, 09 marzo 2006
Sicilia

Rieccomi.
Finalmente, spero che forse qualcuno di voi dica. Altri penseranno che non hanno certo sentito la mia mancanza.
Il difficile sarà riallacciare i contatti con voi.. Ma spero che il lungo attacco di pigrizia che mi ha colpito in questo periodo sia passato e che non ci siano ricadute.
La sunnominata pigrizia nello scrivere, non ha manifestato invece i suoi sintomi sulla mia voglia di viaggiare. Anche se lì i condizionamenti sono diversi e, in certi casi, ancor più condizionanti.
E così, il mese scorso, ho trascorso una settimana in Sicilia. Obiettivi: rivedere un'isola, o almeno una parte di essa, che non finisce mai di stupire; evadere dalla solita vita quotidiana; trascorrere qualche giorno in un clima diverso e più caldo rispetto a quello che, più a lungo del solito, ci affligge in questo inverno nordico. E, di conseguenza, vedere l'isola in una stagione in cui non c'ero mai stato. Beh, quest'ultimo punto è meglio che lo sistemiamo subito: la neve a livello del mare, a Letojanni, dove alloggiavamo, gli abitanti dicevano di non ricordarsela proprio. Cinque centimetri a Taormina, non è certo roba di tutti gli inverni. E poi: vento, pioggia, freddo... Ma ciò non mi ha impedito di girare ugualmente, anche perchè qualche sprazzo di sole la Sicilia ce lo ha donato ugualmente.
Ma sicuramente mi è stato offerto un panorama diverso da quello conosciuto durante l'estate: giardini di agrumi dalle foglie di un verde carico, punteggiati dal giallo dei limoni o dall'arancio delle arance ( scusatemi la cacofonia, ma le arance di quel colore sono); il giallo dei grappoli di fiori delle mimose, non ancora del tutto dischiusi, ma che già fanno immaginare cosa possano diventare una volta sbocciati del tutto. Il tutto punteggiato dai mandorli isolati, che invece sono nel pieno della fioritura. E poi i fichi d'india, dalle cui pale crescono, come escrescenze, i frutti viola, mentre dai giardini occhiggiano gli ampi calici dei fiori di ibisco e le cascate viola, rosse e blu delle bougaivillee. Mentre, percorrendo le strade di campagna, si è circondati dal verde intensissimo dei pascoli.
E sullo sfondo il bianco intensissimo e, quando il sole compare tra le nubi, abbagliante della neve freschissima dell'Etna.
A proposito: lo sapete che il gelato è nato qui? Proprio con la neve dell'Etna, che veniva portata a valle e con cui si preparavano dei golosi sorbetti, che poi da lì si sono diffusi in tutto il mondo.
E poi le ricchezze artstiche, paesaggistiche, umane, gastronomiche.
Tanto per dirne una: Ortigia. L'isola, collegata ad un ponte con il resto della città, che costituisce il nucleo originario di Siracusa. intima, tranquilla, con notevoli palazzi barocchi ( e ricordatevi di alzare sempre lo sguardo, chè in tutta la Sicilia i balconi delle case sono spesso una sorpresa), insieme ai reperti archeologici, che nel Duomo si fondono perfettamente, visto che i muri della chiesa sono stati eretti sostenuti dalle colonne di un antico tempio greco.
E la magia della Fonte Aretusa, affacciata sul mare, in cui le anatre sguazzano tra i papiri.
Ed il fervore dei lavori che stanno rimodernando questo affascinante centro storico: non esiste strada in cui non ci siano almeno un paio di palazzi in cui si sta lavorando.
Le  chiese barocche di Ragusa... e la curiosità di identificare i luoghi di Montalbano.
La monumentalità di Catania, dalla confusione di via Etnea, alla pace quasi mistica di via dei Crociferi, che considero una delle vie più belle d'Italia.
I paesini sconosciuti ed affascinanti dell'interno ( ma mica poi tanto: tutti quelli visti sono un alto balcone con vista sul mare) dei monti Peloritani: Casalvecchio Siculo, Forza d'Agrò, Savoca.
La scoperta casuale che non ci sono solo le Gole dell'Alcantara ( non visitabili in questa occasione, visto che il fiume era in piena), ma che nella valle d'Agrò le acque, prima di scorrere calme verso il mare, precipitano inattese da una gola rocciosa, attraversata da un ardito ponte.
Le ceramiche di Caltagirone, una cittadina che ha l'aspetto di una città.
Alcuni paesi ai piedi dell'Etna, Randazzo, scura per le sue costruzioni laviche, dall'architettura normanno-medievale, e Liguaglossa, che entra nel novero, ormai numeroso, dei paesi dipinti, visto che molti dei suoi muri sono affrescati con i murales.
Il fascino degli scuri faraglioni precipitati nel mare di Aci Trezza, il paese dei Malavoglia, che in parte conserva il sapore dell'antico paese di pescatori.
Ecco, questo è il rapido riassunto di quello che ho visto,e, in alcuni casi rivisto, di questa nostra regione piena di bellezze, che ognuno, se per caso non l'avesse fatto, dovrebbe visitare, e non soltanto nelle sue mete più note.

Postato da: sangiopanza a marzo 09, 2006 09:43 | link | commenti (5)
viaggi, turismo, itinerari

domenica, 06 novembre 2005
La costiera amalfitana.

Se siete qui e mi state leggendo, è perchè siete, o vorreste essere, dei viaggiatori. E se siete dei viaggiatori, nei vostri viaggi fatti o programmati, non può mancare la costiera amalfitana. Se vi siete recati a Sharm o ai Caraibi, a Bali o in Thailandia, non possono spaventarvi i pochi chilometri che, ovunque abitiate, vi dividono da questo angolo della nostra Italia. E non potete non andarci, perchè troverete un miracolo di equilibrio tra quanto ci siamo trovati, regalato dalla natura, e quanto l'uomo è riuscito a fare per restare in armonia con essa, senza riuscire a guastarla, anzi facendo in modo che le due cose si valorizzassero a vicenda. Certo, gran parte del merito va alla natura stessa, perchè è costituita in maniera tale che dà ben poco spazio alle speculazioni umane: infatti per gran parte della costa i Monti Lattari precipitano in mare , lasciando ben poco spazio, se non per la stretta strada che la percorre, tra mille curve e strettoie, lasciando, al malcapitato guidatore, ben poco spazio e tempo per guardarsi intorno. Ma anche se non volesse, costui, all'uscita da ogni curva, sarebbe costretto a vedersi aprire davanti agli occhi un angolo diverso, tra baie e scogli, isolotti e paesini che si adagiano nelle brevi vallate che si aprono allo sbocco dei corsi d'acqua o che si arrampicano non appena trovano un promontorio un po' meno impervio degli altri. E l'uomo è riuscito ad approfittare di questo, letteralmente, ben di Dio, senza riuscire o, voglio sperarlo, volerlo guastare.
E grazie a questo, a conferma di quanto vi dico, l'UNESCO ha dichiarato l'intera costiera Patrimonio dell'Umanità.
Proviamo ad arrivarci da Sorrento: poco dopo aver superato il bivio per Sant'Agata dei due Golfi ( che si chiama così proprio perchè da alcuni angoli si scorgono contemporaneamente il golfo di Napoli e quello di Salerno), vedrete  sotto di voi  la costa , che per i primi otto chilometri è impervia e disabitata. E di fronte a voi, adagiate nel mare, le isolette de Li Galli, dove, secondo la leggenda, le Sirene incantarono Ulisse e, secondo la storia, risedettero personaggi illustri. Ma nei brevi spiazzi vi accoglieranno alcune baracchette coloratissime dove vi venderanno, se vorrete, meloni e limoni, aglio e peperoncino. Quindi, dopo un' ennesima curva, quasi senza preavviso, vi si aprirà la visione di Positano.  Qui, invece di passarci intorno, proseguite all'interno, deviando a destra, subito dopo un negozio di frutta e verdura posto su quella che forse è la curva più problematica di tutta la costiera, specie se ad incrociarsi sono due pulmann. E non perdete la deviazione: è l'unica che vi porterà all'interno del paese che non conosce altre strade che questa, e a senso unico.  Per il resto è percorso solo da vicoli e scalinate. E posteggiatevi all'interno di un parcheggio custodito ( all'esterno è impossibile: riservato ai residenti). E poi fatevi portare da vostro intuito: si spalancheranno viste notevoli o angolini intimi. Scendete, sempre a piedi,  alla spiaggia e percorrete la via lungo la scoglera che vi porterà all'altra spiaggia, quella di Fornillo. Ripreso il vostro mezzo proseguirete per il paese che avrete visto arrampicarsi dolcemente sul promontorio di fronte a Positano: Praiano. E qui vi potrete fermare solo per ammirare il pavimento in ceramica della Chiesa principale, dedicata a S. Gennaro. O anche , uscendo dal paese ( non preoccupatevi: è piccolo, e si tratta solo di pochi passi) per ammirare, verso la parte da cui siete arrivati il panorama della costa fino a scorgere in lontananza i Faraglioni di Capri. E ancora, andando avanti per un po', per assaggiare in qualsiasi stagione un pizzico di Natale osservando il presepe ( ma fuori stagione non ci sono le statuine, ma rimangono solo le case) permanente eretto all'interno di una grotta a lato della strada. Anzi, a dire il vero, sono due: il primo più piccolo, mentre il secondo, poco oltre, decisamente più grande.
Andando avanti, di nuovo sul vostro mezzo, ad un certo punto, sotto un ponte che scavlaca un breve tratto di mare che forma un breve fiordo, vedrete il vallone di Furore, dove sorgono alcune case che erano di pescatori, e successivamente, una volta restaurate, sono state acquistate da alcuni personaggi famosi. Anna Magnani è stata tra questi. Qui sorge un grosso problema: dove fermarsi? Perchè non è sufficiente la rapide occhiata che potete dare durante il passaggio sul ponte, che viene praticamente all'improvviso e molto fugacemente. Lo spazio per fermarsi è praticamente inesistente. Potrebbe essere una buona soluzione prendere  come punto di riferimento la galleria subito dopo il ponte ed al ritorno essere pronti ad approfittare se vi avranno lasciato un posticino accostato alla roccia, superate entrambi. Furore è un posto magico, con le sue barche adagiate sulla spiaggetta, e le poche case letteralmente arrampicate sul monte, raggiunte da una lunga scalinata.
Ma, vista Furore, proseguiremo per Amalfi. Ma per ora prendiamo fiato per un po'.

Postato da: sangiopanza a novembre 06, 2005 12:44 | link | commenti (11)
viaggi, turismo, itinerari, multiproprietà

venerdì, 04 novembre 2005
Blog.

Esco per una volta dal tema viaggi, anche se è un po' che non posto sul tema, ed entro in quello dei blog.
Anche perchè quanto sto per scrivere è, anche se solo in parte, causa della mia assenza dal blog.
Infatti è un po' di tempo ( un mese? due?) che splinder funziona male. Difficoltà ad entrare nel sito, tempo impiegato a scrivere ed alla fine il post non viene accettato, intrusioni nel proprio blog, tipo elenco di link che non ci appartengon, che rimangono per un po' e poi spariscono. E' difficile a questo punto non perdere la pazienza e continuare. Tanto che stamane ho aperto due link ed i blog appaiono cancellati. E' vero? Perchè è successo? I blogghisti si sono stufati e se ne sono andati? Perchè? E' un problema solo mio, o lo riscontrate anche voi? In realtà anche qualcun altro ha espresso questo stesso disagio  sul proprio. Se mi leggete, fatemi sapere.

Postato da: sangiopanza a novembre 04, 2005 09:10 | link | commenti (6)

lunedì, 10 ottobre 2005
La multiproprietà. Parte terza.

Oggi vorrei darvi un esempio pratico del vantaggio economico della multiproprietà. Sempre fermo restando che questo tipo di vacanza deve piacere. Dunque: ho già fissato le vacanze dell'estate prossima. Due settimane in un bilocale per quattro persone in un villaggio nel Salento, nel periodo che va dal 29 luglio al 12 agosto, cioè in alta stagione. Dai cataloghi dei tour operators il periodo analogo nell'estate scorsa, l'identica sistemazione costava, nella prima settimana 1440 euro, e nella seconda ben 1750.  Ebbene a me costa, per entrambe le settimane 99 ( sì, ripeto, novantanove) euro. E' vero che in realtà devo aggiungere i costi di manutenzione della mia proprietà, più il rinnovo della tessera annuale del sistema di scambi. Ma, a conti fatti, il costo totale corrisponde a circa un terzo. Per cui continuo a pensare che l'investimento " vacanze" in una multiproprietà è sicuramente ben fatto.

Postato da: sangiopanza a ottobre 10, 2005 08:51 | link | commenti (2)
viaggi, turismo, multiproprietà, politica del turismo

giovedì, 29 settembre 2005
Ritorno.

Sono tornato! O meglio: è tornato a casa il computer, lungamente ricoverato a causa di numerosi problemi, dalla paralisi degli arti ( leggi blocco del mouse) a gravi problemi respiratori causa di febbre elevata ( leggi ventola semibloccata con temperatura interna intorno ai 65°). Datemi ora un attimo e riprenderò a scrivere di viaggi.

Postato da: sangiopanza a settembre 29, 2005 07:57 | link | commenti (3)
internet

lunedì, 12 settembre 2005
Progetti faraonici.

Tempo fa lessi di un progetto di un centro turistico, con villaggi, alberghi, parco divertimenti, piscine, stadio da costruire alla foce del Neto, fiume che in Calabria scende dalla Sila per sboccare in mare a pochi chilometri a nord di Crotone. Progetto sostenuto da un ricco israeliano. Oggi leggo di un simile progetto presentato da alcune società immobiliari, svizzere, da realizzare in Sicilia, a Regalbuto, in provincia di Enna, ai confini con quella di Catania. Benissimo, dico: l'occupazione locale ne trarrà sicuramente vantaggio ( Crotone ed Enna sono agli ultimi posti nella classifica italiana per reddito individuale e per numero di occupati). Ma d'altro canto mi pongo domande fondamentali. Innanzitutto: è stata fatta una corretta valutazione d'impatto ambientale? La foce del Neto è una zona densamente coltivata, ma anche sufficientemante intatta dal punto di vista paesaggistico. Regalbuto, il cui parco divertimenti prevederebbe anche abbondanti giochi d'acqua, è nei pressi del Lago di Pozzillo, che costituisce riserva idrica per molti paesi dell'interno siciliano, che sappiamo non essere zona particolarmente piovosa. Lo sfruttamento eventuale del lago per portare acqua ai giochi d'acqua, non è che causerà penuria per altre funzione primarie?
E poi, gli aeroporti, rispettivamente, di Crotone e di Catania saranno adeguati alla quantità e tipologia di nuovi turisti che arriveranno in zona? E, soprattutto, arriveranno, vista la posizione decentrata di entrambi? Ed arriveranno, se lo faranno, in numero sufficiente per entrambi, vista la relativa vicinanza? O la concorrenza li ucciderà tutt'e due?
Infine, ci sarà preparazione sufficiente per i nostri Tour Operators per far capire a chi arriverà in zona che non si dovranno limitare ai 3/4 giorni di divertimento all'interno dei parchi, ma che i dintorni offrono ricchezze di tutti i tipi da vedere. Non vorrei che succedesse come purtroppo succede talvolta a Disneyland Paris, dove chi ci va con i pacchetti dedicati, Parigi la vede solo di striscio. A questo punto sarebbe molto meglio indirizzare gli investimenti in altro senso.

Postato da: sangiopanza a settembre 12, 2005 17:09 | link | commenti (7)
viaggi, turismo, parchi divertimento, politica del turismo

lunedì, 05 settembre 2005
Ci siamo dimenticati di Vicenza?

E' passato un po' di tempo e nel frattempo abbiamo pure divagato, ma vi ricordate che rimaneva un pezzo della città ancora da vedere? Solo che dovevamo prendere un mezzo. Se è la vostra auto è meglio, così vi potreste muovere più liberamente. Ma anche utilizzando i mezzi pubblici, o persino a piedi, se siete discreti camminatori, riuscireste a percorrere lo stesso itinerario. Ma dovreste mettere in preventivo mezza giornata in più di permanenza in città. Inoltre parte del percorso è servito da una bella pista ciclabile che segue il corso del Bacchiglione e porta fino ai limiti della città, ed anche oltre. Dunque, facciamo finta che siate saliti sula vostra auto. Seguite la direzione Riviera Berica, verso Noventa Vicentina - Este. Ma non vi spaventate: non dovrete neppure uscire dalla città. Diciamo che state arrivando dalla Stazione ferroviaria, fate la salitella alla fine di Campo Marzio ( il parco davanti alla stazione) e dovreste girare a destra, se le regole della circolazione non vi portassero prima avanti e poi di nuovo indietro. Farete circa un chilometro di salita tra belle ville e a fianco di un porticato, simile, per chi lo conosce, a quello di San Luca a Bologna e vi troverete di fronte la Basilica di Monte Berico, chiesa costruita nel 1428 a seguito della liberazione di Vicenza da una pestilenza, dopo un'apparizione della Madonna. Visitatela, è sicuramente una chiesa artisticamente interessante, ma non mancate di recarvi nelle sale retrostanti dove, nell'antico refettorio, ammirerete una grande tela di Paolo Veronese. E nella saletta adiacente, affacciatevi al balconcino che dà sui giardini sottostanti. Nulla di particolare: ma sappiate che quello viene chiamato il Salto della Guardia, in quanto una leggenda narra che un giorno un gendarme inseguiva un ladro, che, per sfuggirgli, si gettò da quell'altezza. La guardia, senza esitare, lo seguì, ma, resosi conto dell'errore, si affidò alla Madonna. Risultato. il ladro ci lasciò le penne, mentre la guardia si salvò . Vero? Non vero? Mah!

Usciti dalla Basilica non mancate di recarvi sull'antistante Piazzale della Vittoria. Se i portici vi hanno ricordato Bologna, questo piazzale ricorda il Piazzale Michelangelo a Firenze. Per la vista panoramica che abbraccia tutta la città. E se avrete la, purtroppo rara, fortuna di essere a Vicenza in una giornata limpida, ammirerete tutta la cerchia dei monti che chiudono la provincia di Vicenza a nord e nord-ovest, dal Grappa, ai Lessini, passando dall'altopiano di Asiago e le Piccole Dolomiti sopra Recoaro.

Ma abbiamo ancora un paio di cose da visitare. Ma non pensiate che lo faccia ora. Devo pure tenere qualcosa da scrivere per la prossima volta.

Postato da: sangiopanza a settembre 05, 2005 16:54 | link | commenti (1)
viaggi, turismo, itinerari

sabato, 27 agosto 2005
La multiproprietà. Parte seconda.

Il timore per molti è che, acquistando un appartamento in multiproprietà, ci si precluda la possibilità di girare. Certo, questo è sicuramente un inconveniente per chi acquista un appartamento in proprietà esclusiva. Si sente legato sempre allo stesso posto, e se una volta volesse cambiare, si sente obbligato dall'investimento fatto a tornare sempre alla " stessa spiaggia, stesso mare".

Sia chiaro che per chi è abituato a fare vacanze itineranti, un acquisto di un appartamento, sia in proprietà esclusiva che in multiproprietà, è sicuramente controproducente. Ma molti invece, ed io sono tra quelli, amano le vacanze semistanziali, ossia fermarsi in un posto per riposare, ma nello stesso tempo avere l'occasione per vedere cose nuove facilmente raggiungibili nei dintorni e, magari, approfittando della distanza, per fermarsi a fare tappe nel percorso che consentano di visitare luoghi che probabilmente non sarebbero mai meta di un viaggio a se stante. Ebbene, la multiproprietà è l'ideale per questa categoria di vacanzieri. Infatti l'acquisto di una o più settimane in multiproprietà ( infatti in realtà non acquistate l'appartamento, ma il suo utilizzo nelle settimane di vostra proprietà) non vi obbliga ad andare sempre nello stesso posto. La maggior parte dei residence fa parte di alcuni circuiti di scambi internazionali, per cui, nel momento in cui voi siete desiderosi di recarvi in un altro posto, o vi siete stufati di andare sempre nello stesso, non fate altro che depositare il vostro periodo ad uno di questi circuiti di scambio, acquisendo il diritto di avere un periodo analogo in altri posti. Da scegliere praticamente in tutto il mondo. Ovviamente esistono alcune regole, ma vi assicuro che se ne afferrate bene il funzionamento, potrete davvero girare il mondo con una spesa limitata. E ricordate che anche il periodo non è obbligatoriamente quello in cui avete il diritto ad occupare il vostro appartamento.

Per quanto mi riguarda, infatti, quando ho deciso il mio acquisto ( in quel di Maratea), avrei dovuto prendere un paio di settimane ad agosto, visto che le mie ferie erano esclusivamente in quel periodo. Impossibile, per le mie finanze. Finchè non mi è stata spiegata questa possibilità degli scambi, per cui ho preso tre settimane ( due a giugno ed una a settembre), spendendo un prezzo ragionevole, ma riuscendo così a fare le mie vacanze sempre in periodi più di alta stagione, specie quando successivamente la mia azienda mi ha concesso un po' più di elasticità nel godimento delle ferie. Quindi, come vedete, non si è legati come si può essere portati a credere.

 

Postato da: sangiopanza a agosto 27, 2005 18:13 | link | commenti (1)
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